Tutela del marchio nel food: perché proteggere il marchio nel settore alimentare e enogastronomico
Nel settore food, con una filiera che va dalle attività di coltivazione e allevamento, fino alla logistica e distribuzione all’ingrosso e al dettaglio e alla ristorazione, passando per la produzione di macchinari agricoli e la trasformazione industriale, il marchio rappresenta reputazione, fiducia, riconoscibilità commerciale e valore economico.
In questo mercato a forte vocazione internazionale aziende alimentari, produttori, export manager e buyer si incontrano anche in importanti contesti fieristici e commerciali e la tutela del marchio rappresenta una leva fondamentale per valorizzare e consolidare il proprio business.
Le imprese italiane del comparto agroalimentare, riconosciute a livello mondiale come ambasciatrici di uno stile e di una cultura del cibo unica, investono costantemente in qualità, packaging, storytelling e distribuzione internazionale. Questo patrimonio di eccellenza rende ancora più importante la protezione della propria identità distintiva attraverso una strategia di tutela del marchio lungimirante.
Il valore dell’agroalimentare italiano nel mondo: crescita dell’export
L’agroalimentare italiano si conferma uno dei pilastri dell’economia nazionale. Da quanto emerge dal Focus ON dedicato al settore Food elaborato da SACE le vendite estere sono state nel 2025 pari a 72,5 miliardi di euro, in crescita del 5% rispetto all’anno precedente, a fronte di un aumento complessivo dell’export italiano del 3,3%.
Un dato particolarmente significativo riguarda la composizione di questo export: circa il 59% delle esportazioni sono dirette verso i Paesi UE, mentre la restante quota verso l’area extra-UE. Nel dettaglio, Germania, Francia e Stati Uniti sono le principali destinazioni, le prime due in ampio aumento mentre l’export verso gli Stati Uniti è risultato in contrazione. Dinamiche rilevanti sono state riportate anche da Paesi dell’Est Europa.
Questi numeri evidenziano non solo la solidità del settore, ma anche il ruolo strategico delle aziende italiane che, attraverso qualità, innovazione e identità territoriale, rafforzano ogni giorno la presenza del cibo italiano nei mercati internazionali.
Startup AgriFoodTech: innovazione e futuro del food italiano
Accanto alle aziende tradizionali, negli ultimi anni si sta affermando con forza un ecosistema innovativo rappresentato dalle startup AgriFoodTech, che stanno trasformando la filiera agroalimentare.
Queste realtà operano su diversi fronti: dalla digitalizzazione della supply chain, alla tracciabilità dei prodotti alimentari, fino allo sviluppo di soluzioni di food sustainability, packaging innovativi e riduzione degli sprechi.
Integrando tecnologie come blockchain, intelligenza artificiale e sistemi di certificazione digitale, per le startup nel settore food tech la tutela del marchio non è più soltanto un tema giuridico, ma diventa parte integrante di una strategia digitale e tecnologica orientata alla protezione e valorizzazione del brand nel lungo periodo.
Il marchio food è un asset strategico
Nel mondo alimentare, il consumatore sceglie spesso sulla base della percezione del marchio. Nome, etichetta, colori, design del packaging e identità visiva incidono direttamente sulla riconoscibilità e sull’acquisto.
Per un’azienda food, il marchio tutela:
- la titolarità dei prodotti;
- il posizionamento commerciale;
- la reputazione aziendale;
- gli investimenti in marketing;
- la possibilità di espansione internazionale.
Un marchio registrato consente inoltre di contrastare imitazioni, concorrenza sleale e utilizzi impropri da parte di terzi.
Fiere internazionali e rischio imitazione: un tema spesso sottovalutato
Le manifestazioni fieristiche rappresentano un’opportunità straordinaria per il networking commerciale e l’export. Tuttavia, esporsi senza una strategia di tutela del marchio può comportare rischi significativi.
Presentare nuovi prodotti, packaging innovativi o brand emergenti davanti a operatori provenienti da tutto il mondo significa aumentare la visibilità, ma anche l’esposizione a possibili imitazioni o registrazioni opportunistiche in altri Paesi.
Accade frequentemente che aziende alimentari scoprano troppo tardi che il proprio marchio:
- è già stato registrato all’estero da un concorrente;
- presenta conflitti con marchi simili;
- non è protetto nelle classi merceologiche corrette;
- non può essere utilizzato in alcuni mercati internazionali.
In questi casi, il danno economico e commerciale può diventare rilevante, soprattutto per realtà orientate all’export.
Caso pratico: il brand registrato da terzi in Cina
Un’azienda italiana produttrice di conserve alimentari aveva iniziato a sviluppare relazioni commerciali con distributori internazionali partecipando a importanti eventi del settore food. Solo durante le trattative per l’ingresso nel mercato asiatico è emerso che il marchio era già stato registrato localmente in Cina da un soggetto terzo.
Il risultato? Impossibilità temporanea di commercializzare i prodotti con il marchio originale e costi elevati per tentare il recupero della titolarità.
Situazioni di questo tipo sono più frequenti di quanto si immagini e dimostrano quanto sia fondamentale pianificare una tutela internazionale preventiva.
Registrazione del marchio: perché agire prima di entrare nei mercati esteri
Un errore comune è considerare la registrazione del marchio come un’attività secondaria o da affrontare successivamente alla crescita commerciale.
In realtà, la tutela dovrebbe precedere:
- la partecipazione a fiere internazionali;
- il lancio di nuovi prodotti;
- l’ingresso in marketplace;
- accordi con distributori internazionali;
- investimenti pubblicitari su nuovi mercati.
Proteggere il marchio in anticipo significa evitare contestazioni future e consolidare il valore del brand nel tempo.
La tutela internazionale del marchio nel comparto agroalimentare
Per le aziende food che operano o intendono operare all’estero, la registrazione nazionale spesso non è sufficiente.
Esistono diverse strategie di protezione:
- registrazione del marchio presso il Registro dell’Unione Europea EUIPO;
- registrazione internazionale tramite sistema WIPO;
- tutela specifica nei singoli Paesi strategici per export e distribuzione.
Ogni progetto richiede una valutazione tecnica mirata, considerando mercati di riferimento, categorie merceologiche e rischio di conflitto con marchi esistenti.
Il packaging come asset strategico e giuridico nel settore food
Nel settore agroalimentare il packaging non è soltanto un elemento estetico o funzionale, ma rappresenta un vero e proprio asset strategico, in grado di influenzare sia le decisioni di acquisto sia il posizionamento del marchio sui mercati internazionali.
Colori, forme, materiali, layout grafico e design complessivo della confezione contribuiscono in modo determinante alla riconoscibilità del prodotto e alla costruzione della sua identità commerciale.
Il packaging assume anche una rilevanza giuridica: può infatti essere oggetto di tutela attraverso la registrazione di marchi tridimensionali, disegni e modelli, oltre che come parte integrante dell’identità visiva del brand.
Questo significa che non solo il nome del prodotto, ma anche il su “design” se distintivo può essere protetto contro imitazioni e copie non autorizzate.
Durante eventi fieristici internazionali e attività di export, il packaging diventa spesso il primo elemento distintivo percepito da buyer e distributori. Per questo motivo, molte aziende strutturate del settore food integrano la tutela del design nelle proprie strategie di proprietà intellettuale, anticipando possibili fenomeni di imitazione o contraffazione nei mercati esteri.
La protezione del packaging, quindi, non è un aspetto secondario, ma una leva fondamentale per difendere il valore del brand, rafforzare la competitività e consolidare la presenza dell’azienda nel mercato.
Caso pratico: packaging imitato dopo una presentazione internazionale
Una PMI del settore snack premium aveva investito in un packaging distintivo, caratterizzato da colori, elementi grafici e naming fortemente riconoscibili. Dopo la presentazione del prodotto in un evento internazionale dedicato al food & beverage, sul mercato estero sono comparsi prodotti con confezioni molto simili.
La registrazione preventiva del marchio e degli elementi distintivi del packaging ha consentito all’azienda di intervenire rapidamente, tutelando la propria identità commerciale.
Questo dimostra che nel food non è importante proteggere soltanto il nome aziendale, ma anche tutti gli elementi visivi che contribuiscono al riconoscimento del prodotto.
Packaging, naming e identità visiva: cosa può essere protetto
Nel settore alimentare, la tutela non riguarda esclusivamente il nome aziendale.
Possono essere protetti anche:
- marchi di linea / marchi di prodotto;
- slogan e claim;
- etichette;
- elementi grafici;
- design del packaging;
- marchi tridimensionali;
In un mercato dove il packaging influenza fortemente la scelta del consumatore, proteggere questi elementi significa preservare unicità e competitività.
Contraffazione e Italian Sounding: un problema globale
Le aziende italiane del food affrontano da anni il fenomeno dell’Italian Sounding: prodotti che evocano italianità attraverso nomi, colori o packaging senza avere alcun legame reale con il nostro Paese.
Una corretta strategia di registrazione del proprio marchio aiuta a:
- rafforzare la tutela legale;
- contrastare imitazioni internazionali;
- difendere la reputazione del marchio;
- aumentare il valore percepito dei prodotti autentici.
Per i produttori agroalimentari, il marchio diventa quindi uno strumento concreto di difesa commerciale.
Caso pratico: il rischio dell’Italian Sounding
Un produttore italiano di prodotti caseari destinati all’export ha rilevato la presenza online di articoli commercializzati con un nome estremamente simile al proprio brand e con un packaging che richiamava chiaramente l’italianità.
Grazie alla registrazione del marchio nei mercati di interesse, l’azienda ha potuto avviare azioni di tutela e rafforzare la propria presenza commerciale senza perdere riconoscibilità.
Perché affidarsi a professionisti della tutela marchi
La registrazione di un marchio nel settore food richiede competenze specifiche ed è frutto di una strategia di tutela che richiede verifiche preventive, analisi dei rischi di conflitto e definizione di una strategia mirata coerente con gli obiettivi commerciali dell’azienda.
Un supporto professionale consente di:
- evitare errori nella scelta delle classi;
- prevenire opposizioni;
- pianificare la tutela internazionale;
- monitorare eventuali utilizzi illeciti;
- valorizzare il brand nel lungo periodo.
Conclusione
Nel settore food, il marchio rappresenta un asset determinante per la crescita aziendale. In un contesto globale, competitivo e altamente esposto come quello agroalimentare, proteggere il marchio non è più una semplice formalità burocratica, ma una scelta strategica.
Per le aziende che investono in export, innovazione e presenza internazionale, la tutela del marchio è il primo passo per costruire valore, autorevolezza e continuità commerciale nel tempo.
Il nostro TEAM è a disposizione, con notevole esperienza nel settore food e beverage per approfondire le strategie di registrazione e protezione del marchio.


