IGP prodotti artigianali e industriali: la nuova tutela UE

Quando si parla di Indicazioni Geografiche Protette (IGP) e Denominazioni di Origine Protetta (DOP), il pensiero corre immediatamente alle eccellenze agroalimentari italiane: formaggi, vini, salumi, oli e prodotti tipici che rappresentano il patrimonio enogastronomico del nostro Paese.
La tutela delle indicazioni geografiche si estende ora anche ai prodotti artigianali e industriali, aprendo nuove opportunità per la protezione e la valorizzazione delle eccellenze legate al territorio.
Esiste infatti un altro patrimonio, altrettanto prezioso e fondamentale per la nostra economia: quello dell’artigianato, della manifattura e delle produzioni industriali strettamente legate ai territori.
Pensiamo al vetro di Murano, ai merletti di Burano, alla ceramica artistica, ai coltelli artigianali, ai tessuti storici o alle lavorazioni che, da generazioni, caratterizzano specifiche aree geografiche italiane.
Fino a oggi questi prodotti non disponevano di uno strumento europeo dedicato che consentisse di tutelarne il nome e il legame con il territorio in modo analogo a quanto previsto per i prodotti agroalimentari.

Il Regolamento (UE) 2023/2411 ha introdotto un sistema europeo di protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali.
Dal 7 maggio 2026,
con l’entrata in vigore del decreto di adeguamento nazionale, è diventato operativo anche in Italia il nuovo sistema di Indicazioni Geografiche Protette (IGP) per i prodotti artigianali e industriali.
Si tratta di una novità destinata ad avere un impatto sulla valorizzazione e sulla tutela delle produzioni del Made in Italy.

 

IGP per prodotti artigianali e industriali: cosa cambia in sintesi

Il nuovo sistema europeo consente di proteggere le Indicazioni di origine di prodotti artigianali e industriali che presentano uno specifico legame con il territorio di origine.
In particolare:

  • riguarda prodotti artigianali e industriali;
  • protegge denominazioni legate a uno specifico territorio;
  • richiede che almeno una fase della produzione avvenga nell’area geografica individuata;
  • prevede una procedura di registrazione nazionale ed europea;
  • consente di tutelare la denominazione registrata nell’intera Unione Europea, anche contro imitazioni, evocazioni e utilizzi illeciti online.

 

Che cos’è la nuova indicazione geografica per i prodotti artigianali e industriali?

L’indicazione geografica per i prodotti artigianali e industriali è uno strumento di proprietà intellettuale dell’Unione Europea che protegge prodotti la cui qualità, reputazione o origine è essenzialmente attribuibile ad uno specifico territorio.
La nuova tutela, spesso indicata anche come IGP “Non-Agri”, estende quindi ai prodotti artigianali e industriali un sistema di protezione delle indicazioni geografiche già consolidato nel settore agroalimentare.
L’obiettivo è riconoscere e proteggere quei prodotti la cui qualità, reputazione o caratteristiche distintive dipendono in modo sostanziale dalla loro origine geografica.
Si tratta di uno strumento di proprietà intellettuale che valorizza non soltanto il prodotto, ma anche il patrimonio di competenze, tradizioni e conoscenze sviluppato nel tempo in uno specifico territorio.
La tutela riguarda:

  • prodotti artigianali, realizzati manualmente o con il supporto di strumenti;
  • prodotti industriali, fabbricati mediante processi produttivi organizzati e con l’impiego di macchinari.

 

Quali sono i requisiti per ottenere la registrazione dell’indicazione geografica?

Per poter beneficiare della protezione, il prodotto deve essere originario di un determinato luogo, possedere qualità, reputazione o caratteristiche essenziali riconducibili alla sua origine geografica e prevedere che almeno una fase della produzione avvenga nell’area interessata.

  1. Origine geografica
    Il prodotto deve provenire da un determinato luogo, regione o Paese.

  1. Legame con il territorio
    La qualità, la reputazione o altre caratteristiche essenziali del prodotto devono essere direttamente riconducibili all’origine geografica.
  1. Almeno una fase produttiva svolta nell’area geografica
    È necessario che almeno una fase del processo produttivo venga realizzata all’interno della zona geografica individuata. Questa condizione permette di preservare il legame concreto tra il prodotto e il territorio che ne ha costruito nel tempo la reputazione.

I primi esempi italiani

L’interesse verso questo nuovo sistema di tutela è stato immediato.
Tra le prime domande italiane figurano due simboli dell’artigianato nazionale:

  • Vetro di Murano;
  • Merletto di Burano.

Si tratta di produzioni che rappresentano efficacemente lo spirito della nuova normativa, prodotti la cui notorietà internazionale è strettamente connessa al territorio di origine e alle competenze sviluppate localmente nel corso dei secoli.
È ragionevole attendersi che altre filiere produttive italiane valutino l’opportunità di accedere a questa nuova forma di protezione.

Chi può richiedere la registrazione?

La domanda di registrazione può essere presentata principalmente da associazioni o raggruppamenti di produttori e, nei casi previsti dalla normativa, anche da singoli produttori o altri soggetti legittimati.
In particolare, la domanda può essere presentata da:

  • associazioni di produttori, indipendentemente dalla forma giuridica adottata;
  • un singolo produttore, nei casi previsti dalla normativa;
  • autorità locali o regionali o altri soggetti individuati dalla normativa, quando ricorrono i relativi presupposti.

Lo strumento risulta accessibile quindi anche a realtà territoriali di dimensioni contenute, purché sussistano i requisiti previsti dal Regolamento europeo.

 

Come funziona la procedura di registrazione?

La registrazione di un’indicazione geografica per prodotti artigianali e industriali si sviluppa attraverso una prima fase nazionale e una successiva fase europea, che conduce all’eventuale registrazione da parte dell’EUIPO.

Prima fase: esame nazionale presso l’UIBM

La domanda di registrazione viene depositata presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) ed è accompagnata dalla documentazione tecnica richiesta, tra cui:

  • disciplinare di produzione;
  • documento unico;
  • ulteriori allegati previsti dalla normativa.

La domanda viene esaminata da parte dell’UIBM, viene acquisito un parere di registrabilità da parte della Regione competente e gestite eventuali opposizioni a livello nazionale.

Seconda fase: esame e registrazione europea presso l’EUIPO

Superata la fase nazionale, la domanda viene trasmessa dall’UIBM all’EUIPO – Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale.
L’EUIPO procede con:

  • esame della domanda;
  • pubblicazione;
  • gestione di eventuali opposizioni;
  • registrazione, qualora siano soddisfatti tutti i requisiti previsti.

Con la registrazione, l’Indicazione Geografica beneficia della tutela in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.

 

Una nuova tutela, più opportunità per imprese e territori

Dal punto di vista della proprietà industriale, la nuova IGP “Non-Agri” rappresenta uno strumento che può incidere concretamente sulla competitività delle imprese e sulla valorizzazione delle produzioni territoriali.
Rappresenta inoltre uno strumento in più per contrastare la contraffazione e l’uso indebito di denominazioni legate al territorio.

  • Una tutela più ampia contro imitazioni ed evocazioni. La normativa protegge non soltanto dalle copie o dagli utilizzi diretti non autorizzati, ma anche da forme di imitazione o evocazione previste dalla disciplina europea. La tutela può riguardare anche espressioni quali: “tipo”, “stile”, “metodo”, “imitazione”, quando utilizzate in modo incompatibile con la protezione riconosciuta alla denominazione geografica.
    Si tratta di una tutela particolarmente importante per contrastare fenomeni di contraffazione, imitazione e Italian Sounding.
  • Maggiore valore e riconoscibilità sul mercato. Il riconoscimento europeo dell’indicazione geografica può comunicare al consumatore elementi quali: autenticità, origine, tracciabilità, legame tra prodotto e territorio.
    Per le imprese e le filiere produttive può significare rafforzare il posizionamento del prodotto, differenziarlo dalla concorrenza e valorizzarne la reputazione.
  • Controlli e tutela anche online. Il decreto italiano introduce inoltre un sistema di controlli più incisivo. Tra le novità figura l’estensione della tutela anche all’ambiente digitale. Saranno infatti previsti strumenti per contrastare l’utilizzo illecito delle denominazioni protette su: siti internet, marketplace, nomi a dominio, ulteriori canali online utilizzati per commercializzare o promuovere prodotti in violazione dell’indicazione geografica protetta.
    Un aspetto sempre più rilevante in un mercato nel quale una parte significativa della commercializzazione e della promozione dei prodotti avviene online.

 

Voucher 5 del Fondo PMI 2026: un incentivo per le indicazioni geografiche

Accanto alla nuova disciplina, il Fondo PMI 2026 dell’EUIPO prevede con il Voucher 5 un sostegno economico dedicato alle indicazioni geografiche per prodotti artigianali e industriali.
Il Voucher 5 prevede, per i soggetti ammissibili, il rimborso fino a un importo massimo di 2.000 euro per beneficiario, secondo le condizioni stabilite dal programma.
L’agevolazione può quindi contribuire a ridurre i costi connessi al percorso di registrazione. Poiché il Fondo PMI opera nei limiti delle risorse disponibili e secondo le condizioni previste dal programma, valutare tempestivamente il progetto di registrazione consente anche di verificare la possibilità di accedere all’agevolazione.

 

Il ruolo della consulenza in proprietà intellettuale

La registrazione di un’indicazione geografica richiede valutazioni giuridiche, tecniche e strategiche.
Prima di avviare la procedura è importante verificare il legame tra prodotto e territorio, individuare correttamente l’area geografica, predisporre la documentazione necessaria e valutare l’interazione con eventuali diritti di proprietà industriale già esistenti.
Una pianificazione accurata consente inoltre di coordinare la nuova tutela con altri strumenti di proprietà industriale, come marchi, design registrati e brevetti, costruendo una strategia di protezione completa e coerente.

 

Come può supportarvi Mondial Marchi

Il team di Mondial Marchi può affiancare imprese, associazioni di produttori e altri soggetti interessati nelle diverse fasi del percorso, offrendo supporto per:

  • verificare la sussistenza dei requisiti richiesti dalla normativa;
  • mappare i diritti esistenti in materia di marchi e sviluppare un’adeguata strategia di protezione;
  • supportare la predisposizione e il deposito della domanda;
  • seguire il procedimento nazionale presso l’UIBM e la successiva fase europea presso l’EUIPO;
  • verificare l’accesso al Voucher 5 del Fondo PMI 2026 e supportarne la richiesta;
  • tutelare e sorvegliare l’indicazione geografica contro usi impropri da parte di terzi e contraffazioni, anche online.

In un contesto in cui autenticità, origine e reputazione rappresentano fattori competitivi sempre più determinanti, le IGP per i prodotti artigianali e industriali rappresentano una nuova opportunità per proteggere e valorizzare il patrimonio produttivo del nostro Paese.
Per imprese, associazioni e filiere territoriali, valutare per tempo i requisiti e costruire una corretta strategia di tutela può essere il primo passo per trasformare il legame tra prodotto e territorio in un vero asset di proprietà intellettuale.

 

FAQ – Indicazioni geografiche per prodotti artigianali e industriali

  • Quali prodotti possono ottenere la nuova IGP per artigianato e industria?

Possono essere tutelati i prodotti artigianali e industriali che presentano un legame qualificato con un determinato territorio e rispettano i requisiti previsti dal Regolamento (UE) 2023/2411.
La disciplina comprende prodotti realizzati interamente a mano o con l’ausilio di strumenti manuali o digitali, nonché prodotti realizzati attraverso processi meccanici o industriali, compresa la produzione standardizzata e in serie, secondo le definizioni previste dalla normativa.

  • Chi può presentare la domanda di registrazione?

La domanda può essere presentata da associazioni o raggruppamenti di produttori, singoli produttori (nei casi previsti dalla legge) oppure da autorità locali o regionali (nei casi previsti dalla legge).

  • Quali vantaggi offre la registrazione?

La registrazione consente di proteggere l’Indicazione Geografica contro utilizzi non autorizzati, imitazioni ed evocazioni previste dalla normativa, contribuendo al tempo stesso a valorizzare la reputazione del prodotto e il suo legame con il territorio.

  • La tutela vale anche online?

Sì. La disciplina prevede strumenti di tutela applicabili anche agli utilizzi illeciti delle denominazioni protette nell’ambiente digitale, compresi determinati utilizzi su siti web, marketplace e nomi di dominio.

  • È possibile ottenere contributi economici per la registrazione?

Sì. Il Voucher 5 del Fondo PMI 2026 prevede, per i beneficiari e le spese ammissibili, un rimborso fino a un massimo di 2.000 euro, secondo le condizioni del programma e nei limiti delle risorse disponibili.

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